Massaggio Infantile

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Nel ventre materno il feto percepisce già numerosi stimoli sensoriali che
definisce sempre meglio man mano che cresce: sono i rumori interni del
corpo della madre, i suoni che provengono dall’esterno e soprattutto la
stimolazione legata al movimento, sia quello dovuto alle normali attività
della mamma sia, durante il riposo quotidiano, quello dovuto al ritmo
del respiro materno con il diaframma che si alza e si abbassa con
continuità e dolcezza.

Il trauma del distacco
La nascita è un’esperienza ricca di improvvise e nuove sensazioni che
gettano il bambino in uno stato di profonda paura: scopre una
temperatura diversa da quella abituale, una luce anch’essa diversa, suoni
non più attutiti dal liquido amniotico, soprattutto però perde il contatto
con il dolce movimento al quale era abituato che lo massaggiava
ritmicamente dall’esterno. Il suo mondo non è più composto
principalmente da stimoli esterni al suo corpo, anzi quelli interni
diventano preponderanti e fra di essi il più importante è la fame che
focalizza a quest’età la sua attenzione e le sue energie. Per evitare che
quest’inversione di stimolazioni diventi fonte di sofferenza per il forte
stress, bisogna iniziare quanto prima a massaggiare il bambino rendendo
così meno traumatico possibile il distacco dal ventre materno e dalle
sensazioni in esso provate.
Le coccole, le carezze, il massaggio sono nutrienti per il bambino
all’inizio della sua vita indipendente, altrettanto importanti quanto
carboidrati, grassi e proteine.

Mamma e bebè
Anche per la madre è importante instaurare subito un buon rapporto
intimo con il suo bebè perché tutti quei piccoli problemi che una
mamma deve affrontare con un figlio appena nato possano essere risolti
con serenità e positività e non con stati ansiosi o sentimenti negativi che
potrebbero allontanarla da lui. Anche un bel massaggio alla neo mamma,
dal quarto giorno e per sei o otto settimane almeno, fatto con una certa
frequenza, aiuterebbe le donne. L’aiuto sarebbe duplice: fisico, poiché
dilatando i vasi sanguigni viene favorita la circolazione e alleviati la
congestione e gli spasmi muscolari; psichico, poiché permette di
superare la più o meno sempre presente depressione post partum legata
al fatto che in questo periodo anche le mamme hanno molto bisogno di
carezze e contatto fisico.
Il contatto fisico, le carezze e il massaggio permettono alla madre di
entrare in comunicazione profonda, fisica ed emozionale, con il proprio
figlio trasmettendogli sicurezza, procurandogli rilassamento e
scambiando con lui la propria energia d’amore.

Il padre
Benché i neonati facciano parte del campo energetico della madre,
questo non vuole dire che il padre, anche lui, possa attivamente
partecipare al contatto diretto con il proprio figlio fin dalla nascita,
costruendo con lui una relazione affettuosa oltre che lavandolo e
nutrendolo, anche massaggiandolo.

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Massaggio e crescita
Il massaggio deve essere reso adatto alle varie fasi di sviluppo del
bambino, alle sue capacità recettive, alla sua maturazione ed al fine che
vogliamo raggiungere con esso. Non tutti i processi biologici sono
ultimati alla nascita, ma giungono a maturazione nel tempo. In
particolare, il sistema nervoso continua ad evolvere fino a tutto il primo
anno di età. Tutte le possibilità di contatto con il mondo esterno sono
altamente formative per il bambino poiché lo sviluppo fisico è in diretta
relazione con quello neuropsicologico e pertanto anche attività banali,
come tenerlo in braccio, il bagnetto, le carezze ed ovviamente il
massaggio, se fatte nel giusto modo, possono diventare degli importanti
momenti di crescita e formazione. Il neonato all’inizio usa molte azioni
riflesse: la contrazione dei pugni, l’inclinazione della testa dal lato del
seno, l’estensione delle gambe, etc… Queste azioni cedono il posto ai
movimenti volontari man mano che il bimbo cresce e fanno sì che questi
ultimi siano sempre meno impacciati. Il massaggio può senza dubbio
favorire questo processo di coordinazione fisica e l’elasticità del
movimento.
L’uso del massaggio diventa dunque, grazie alla sua capacità di
coinvolgimento psico-sensoriale, una tecnica molto utile sia che esso
venga fatto per semplice rilassamento, sia per favorire l’inizio del
movimento dei vari segmenti corporei, sia come terapia per patologie di
vario genere: ipertono muscolare, malposizioni e persistenza di
atteggiamenti viziati, dolori, insonnia, disturbi digestivi, secchezza
cutanea, etc…

La tecnica del massaggio
Il bambino può essere massaggiato fin dalla nascita, anche se prematuro,
benché all’inizio si tratti più che altro di toccamenti delicati.
Lentamente, giorno dopo giorno, il toccamento si trasforma in massaggio
vero e proprio intorno al primo mese di vita. Si continuerà a massaggiare
il bebè con regolarità fino a circa quattro mesi o almeno finché egli non
riuscirà a muoversi girandosi o flettendosi. Successivamente si potrà fare
un massaggio-ginnastica per stimolare i vari segmenti corporei.

Il massaggio nel prematuro
Il sistema nervoso di questi bambini è già assai sviluppato tanto da dare
loro la possibilità di interagire con l’ambiente esterno con tutti e cinque
i sensi.
Costoro quando vivono in incubatrice non possono essere coccolati e
nutriti come gli altri neonati inoltre, quando sono sottoposti alle varie
manovre di monitoraggio o ai prelievi di liquidi interni, essi certamente
provano sensazioni non gradevoli, se non anche dolorose
Essi hanno pertanto più bisogno degli altri di provare il contatto fisico,
sperimentando che esso può essere anche piacevole, visto che quello
che loro conoscono secondo routine non lo è affatto.
Le poche manovre che si possono eseguire su di un bimbo prematuro non
possono essere definite veramente un massaggio, sono solamente
carezze e sfioramenti praticati molto lentamente, con le mani che
percorrono tutto il corpo dando al piccolo la sensazione di non essere più
isolato bensì in contatto. Queste operazioni possono essere eseguite
ponendo il bambino in posizione supina, poi su di un fianco e sull’altro ed
infine , se possibile, in posizione prona.
E’ bene non toccare l’addome finché non sia caduto il cordone
ombelicale ed è bene evitare di toccare anche il viso per almeno 4-5
settimane od anche di più, se la prematurità è elevata.

tratto da “Il Massaggio Infantile” – Dr. Andrea Lucca, pediatra

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