Osteopatia in Gravidanza

L’osteopata può aiutare la madre ad ottimizzare le risorse fisiologiche di cui dispone, per prepararsi al meglio al parto.
Dal terzo mese di gravidanza in poi, l’aumento della curve della colonna, dovuto allo spostamento del carico in avanti potrà essere fonte di cervicalgie, dorsalgie e lombosciatalgie.
Dal quarto mese avviene uno spostamento dei visceri addominali (stomaco, fegato, intestino vescica, ovaie) per un accrescimento del bambino all’interno dell’utero, ne consegue la necessità di un adattamento del corpo della donna il più funzionale possibile, per affrontare questi cambiamenti.

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Contro i disturbi dei primi mesi

L’Osteopatia può dare sollievo già nel primo trimestre di gravidanza quando è frequente la nausea. In questo caso, infatti, l’osteopata agisce normalizzando le innervazioni del sistema nervoso autonomo, che sono strettamente connesse ai visceri che controllano la nausea. Si placa così la sensazione di  nausea. Applicando le tecniche viscerali, ma anche quelle cranio-sacrali ad esse connesse, si può risolvere un problema tipico dell’attesa senza l’utilizzo di farmaci o diete particolari.

…e degli ultimi mesi

Al termine della gravidanza, quando il pancione diventa ingombrante, è più difficile trovare la posizione corretta per addormentarsi; a volte, invece, a far perdere il sonno sono le preoccupazioni per i cambiamenti di vita, inevitabili dopo la nascita del bambino. L’osteopatia non agisce direttamente sulla problematica del sonno, tuttavia indirettamente può risolvere l’inconveniente.Infatti, normalizzando la struttura muscolo-schletrica e stabilizzando le innervazioni ad essa connesse, la futura mamma recupererà anche il sonno. In questo caso il terapista mette in pratica una tecnica che si chiama “rebalancing cranio sacrale”: agisce sul sistema neuroendocrino e ristabilizza la fisiologia dell’organismo, migliorando la funzionalità degli apparati in modo che i ritmi sonno/veglia si normalizzino. L’azione sul sistema neuroendocrino consente anche il rilascio delle endorfine, gli ormoni del buonumore, che facilitano il sonno.

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Un aiuto diretto al bambino

Ci sono alcune procedure molto delicate adatte a far rivolgere un bambino che si presenta podalico. Tutto dipende dall’esperienza dell’osteopata a trattare casi simili. E  poi, occorre verificare che il mancato rivolgimento non sia da attribuire a impedimenti, come il cordone ombelicale intorno al collo del bebè, oppure che si tratti di un bambino troppo grosso rispetto al bacino materno. In questi casi, spesso il cesareo è l’unica soluzione. L’osteopatia è d’aiuto anche per garantire un corretto allattamento del neonato; infatti, riequilibrando il sistema neuroendocrino materno, viene favorita la risposta della ghiandola mammaria alla suzione.
Un corretto approccio osteopatico può aiutare anche la madre ad assumere la postura più corretta facilitando l’allattamento. Durante le prime settimane di  vita, infine, si può sottoporre anche il neonato a una seduta di osteopatia. Le manipolazioni dello specialista regolarizzano le delicate strutture del bebè che sono state messe a dura prova durante il parto. In questo modo si garantisce al piccolo una “buona partenza” in perfetto equilibrio neurofisiologico.

L’Osteopatia, in epoca neonatale, svolge una regolarizzazione del ritmo sonno/veglia e anche della digestione delle poppate, evitando così le coliche gassose o il vomito a getto.

 

Il trattamento osteopatico in gravidanza ha lo scopo di:

1) rendere il “contenitore” più confortevole e funzionale possibile ad accogliere il nascituro durante i 9 mesi di gravidanza:

il trattamento delle pelvi permette un miglior adattamento del bacino alle modifiche di peso e postura durante la gravidanza.
•    L’eliminazione di tensioni muscolari e legamentose che causano un disequilibrio nel bacino materno. Tensioni legamentose e muscolari antecedenti alla gravidanza possono condizionare il cambiamento strutturale e funzionale al quale la donna va incontro in gravidanza.
•    L’equilibrio dell’insieme bacino-sacro-colonna lombare consente di evitare dolori, normalizza il sistema nervoso autonomo degli organi del bacino e dell’addome, regolarizzando funzioni viscerali di intestino, vescica e utero.

2) Trattare i dolori osteo-muscolari
•    lombalgie, sciatalgie, pubalgie, dolori al coccige ed altre sintomatologie dolorose
•    miglioramento della sensazione di gonfiore agli arti inferiori

3) rendere il più funzionale ed agevole possibile il passaggio del bebè durante il parto
•    assicurare una buona mobilità delle ossa del bacino, in particolare di coccige e osso sacro.
•    mantenere una buona funzione dei tre diaframmi (respiratorio, pavimento pelvico, cranico) per garantire delle spinte efficaci durante il parto, favorendo così un travaglio ed un’espulsione più fisiologici, che si traducono in meno dolore per la mamma e in un passaggio del bebè privo di pressioni anomale.

 

 

Tratto dalla rivista Anthropos Magazine, di Massimo Arioli, osteopata

 

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