OSTEOPATIA VISCERALE

CHE COS’È L’OSTEOPATIA VISCERALE?

L’Osteopatia viscerale è quella branca della Medicina Osteopatica che studia l’interdipendenza di struttura e funzione tra gli organi interni (apparato cardio-respiratorio, digerente, urogenitale) e il sistema muscolo-scheletrico.”

In molti conoscono gli osteopati come coloro che “scrocchiano” la colonna vertebrale, quello che è meno risaputo è che in osteopatia si interviene anche sui problemi viscerali, come ad esempio sul reflusso gastro esofageo, sulla congestione o sulla ptosi epatica, su i problemi di transito intestinale, ecc.

Non sempre i dolori di schiena dipendono dalla colonna, capita non infrequentemente che tali problemi derivino da situazioni che riguardano i visceri addominali, toracici e/o pelvici.

Quando un organo non riesce a muoversi in armonia con altri organi a causa di un tono anomalo, di aderenze o dislocazioni, esso funziona in contrasto non solo con gli altri organi, ma anche con le membrane muscolari, le strutture fasciali e ossee.

 Bisogna vedere se la lesione primaria dipende dai viscere o dalle vertebre:

  • I problemi viscerali (reflusso gastro esofageo, rallentamento del transito intestinale, ecc.), quando questi dipendono da alterazioni della mobilità dei visceri, sono di competenza osteopatica e lavorando sulla mobilità del viscere si può arrivare alla soluzione del problema.
Sulla mobilità viscerale sono stati compiuti vari studi, atti a dimostrarne l’importanza e l’efficacia dell’osteopatia da George Finet e Christian Williame, che tuttora continuano a studiare ed aggiornare le proprie teorie a riguardo.
  • I problemi strutturali causati da un viscere, questo avviene tramite varie vie: una via puramente meccanica, ad esempio una congestione epatica riduce la mobilità di tutto l’ipocondrio destro, alterando la meccanica costale e la meccanica della colonna vertebrale.
  • Un’altra via è quella neurologica, i visceri sono innervati da nervi che fuoriescono dalla colonna vertebrale e dai plessi formati dal X nervo cranico, un alterazione di un viscere mette in allarme tali segmenti vertebrali.

Si instaura così una fonte di irritazione che predispone alla malattia e alle disfunzioni. Inoltre, questa disarmonia, crea dei punti di tensione fissi e anomali all’interno delle pareti corporee. Per adeguarsi a questi il corpo è costretto a cambiare la sua postura, causando squilibri a livello dell’apparato muscolo scheletrico.

Ricordiamo che gli stessi segmenti vertebrali innervano la struttura, la conseguenza di un lesione è una abbassamento della contrazione muscolare che produce una contrattura riflessa. C’è da dire che i visceri per manifestare un dolore “prendono in prestito” le vie dolorifiche strutturali, l’esempio di questa nozione sono le coliche, ad esempio le coliche renali, che danno dolori sulla parte posteriore del fianco e all’inguine.
Appare evidente quindi, che manipolare strutturalmente una zona vertebrale manda un segnale ai visceri innervati da quel segmento vertebrale ed allo stesso modo liberare un viscere influisce sulla struttura, fino ad arrivare ad eliminare una sofferenza strutturale solo trattando i visceri.
Per chiarire questo discorso facciamo un esempio pratico, se una persona soffre con l’intestino, potrebbe arrivare lamentando un dolore di tipo lombo-sacrale o sciatico, se la “disfunzione primaria” è quella intestinale trattando l’intestino si ottiene una remissione della sintomatologia lombo-sciatalgica.
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